Aveva 65 anni ed era originaria della Polonia uccisa nell’attentato di sabato al Pride di Berlino. Lo ha anticipato questa mattina il quotidiano tedesco Bild ndo fonti diplomatiche. La notizia è stata confermata poi anche di sindaco di Berlino, Kai Wegner, e dal ministero degli Esteri di Varsavia. “Sono scioccato e profondamente rattristato”, ha scritto il portavoce del ministero, Maciej Wewior, su X. La vittima proveniva da Varsavia e si trovava nella capitale tedesca con la figlia (rimasta ferita nell’attacco) per partecipare insieme a lei alla manifestazione per i diritti lgbt.
Intanto, le condizioni delle altre persone ferite dell’attacco del giovane Abdoul Ballout, che si è scagliato con il suo van sulla folla, stanno migliorando. Nessuno di colo che è ricoverate allo Charité di Berlino è in pericolo di vita e alcuni sono stati dimessi e sono tornati a casa. “Fortunatamente, le condizioni di salute dei quattro pazienti continuano a stabilizzarsi”, ha dichiarato un portavoce dell’ospedale. “Tre pazienti sono stati nel frattempo trasferiti in un reparto ordinario, uno è ancora in terapia intensiva, ma anche lui è in via di guarigione”. Nell’attacco terroristico avvenuto sabato sera è stata uccisa una donna. 29 persone sono rimaste ferite e sono state distribuite in diversi ospedali. Lo Charité ha prestato soccorso a otto, quattro dei quali sono potuti tornare a casa già domenica.










