“Sinner e il suo team sanno cosa sia meglio per lui, sia dal punto di vista mentale che fisico“. Parola di Rick Macci, storico allenatore statunitense di tennis delle sorelle Williams e di Roddick tra i tanti, che ha commentato il forfait del numero uno al mondo a Montreal, nel primo dei due Masters 1000 prima degli Us Open di fine agosto. La sua rinuncia al torneo canadese – e quindi anche al record di nove Masters 1000 in un anno – ha come sempre diviso l’opinione pubblica: c’è chi ha criticato la sua decisione e chi invece l’ha condivisa perché è “giusto fermarsi, recuperare energie e arrivare al meglio all’ultimo Slam annuale”, quello sul cemento americano.

“Il suo carico di lavoro è molto diverso da quello degli altri giocatori, perché ci si aspetta che vinca ogni partita. È una pressione mentale ben diversa da quella a cui sono sottoposti gli altri giocatori del circuito“, ha spiegato Macci, rimarcando come le aspettative ormai altissime su Sinner possano gravare sia sulla sua condizione fisica che mentale. “Essere estremamente motivato in ogni partita, dare sempre il massimo e non battere ciglio è una vera magia mentale“, ha osservato, indicando nella tenuta psicologica uno degli elementi che distinguono i campioni assoluti e in particolare Sinner.