L’elicottero scende sopra una valle che da oltre vent’anni conosce bene il rumore delle pale, dei blindati e degli slogan. Ma questa volta, sotto, non c’è solo un cantiere da sorvegliare: c’è il segno ancora fresco di un sabato di scontri, mezzi danneggiati, uomini in divisa feriti, reti abbattute e un conflitto che, in Val di Susa, continua a consumarsi sempre sullo stesso crinale sottile tra dissenso e violenza. È da qui che stamattina la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno scelto di ripartire, raggiungendo i cantieri della futura linea ad alta velocità Torino-Lione dopo gli assalti di sabato.

La visita istituzionale ha avuto un percorso simbolico e operativo insieme. Meloni e Piantedosi sono arrivati all’aeroporto di Torino Caselle e da lì si sono spostati in elicottero verso la valle, sorvolando l’area dei cantieri più esposti agli attacchi. Ad attenderli, a Chiomonte, c’erano il capo della Polizia di Stato, Vittorio Pisani, il prefetto di Torino Donato Cafagna e il questore Massimo Gambino, oltre al personale impegnato nei servizi di vigilanza e sicurezza. Non un sopralluogo di routine, dunque, ma una presenza politica e istituzionale voluta per dare un messaggio preciso: lo Stato non intende arretrare proprio nel punto in cui è stato sfidato con più durezza.