I pericoli e i rischi derivanti dalla connessione a Internet sono noti. Infrastrutture critiche — come centrali elettriche, infrastrutture ferroviarie, circuiti bancari, impianti industriali, reti militari, centri di ricerca ecc. — sono / dovrebbero essere isolate da Internet per ottenere un livello di protezione più elevato.A questo scopo esistono le cosiddette «reti air‑gapped» o «reti sottovuoto»: sistemi informatici o insiemi di dispositivi fisicamente separati da altre reti, in particolare da Internet, in modo che non esista (quasi)alcuna connessione di rete diretta con l’esterno.L’isolamento può essere molto restrittivo, ma difficilmente totale: per parafrasare, un barattolo di marmellata “sotto vuoto”, prima o poi sviluppa muffe, anche non ancora aperto. Sintesi: con le reti air‑gaped la protezione è senz’altro maggiore, ma la sicurezza non è assoluta.Gli “air‑gapped network” sono più costosi da realizzare e gestire; in alcuni casi, il sovrapprezzo può essere rilevante. Il costo dipende da diversi fattori, tra cui: la qualità e la quantità/qualità del “vuoto” richiesto, l’estensione locale o geografica della rete e il tipo di contenuti gestiti. Per riprendere la metafora del vasetto: conta la dimensione del vasetto, la qualità della sigillatura e la natura del contenuto (alcuni alimenti sono più delicati di altri, sottovuoto o meno). Nonostante ciò, le reti air‑gaped rimangono spesso indispensabili, anche se non sono perfettamente sicure. E in fondo, cosa è perfettamente sicuro?Indice degli argomenti
Reti air-gapped: come funzionano, rischi e contromisure - Agenda Digitale
Le reti air-gapped isolano infrastrutture critiche da Internet e da reti non attendibili, ma non eliminano ogni rischio. Supporti rimovibili, insider, supply-chain, firmware compromessi e canali laterali possono ancora aggirare la barriera, rendendo decisive procedure, controlli fisici e verifiche continue







