Il Danubio non ha perso solo il suo bel colore blu. Il caldo e l’evaporazione hanno ridotto le sue acque al livello più basso degli ultimi trent’anni. Vicino alla foce la portata è appena un terzo di quella normale per questo periodo: 1.700 metri cubi invece di 4.700. Il letto è punteggiato di isole appena spuntate. A piedi i bagnanti possono attraversarne ampi tratti.

Barche in secca sul Danubio a Corabia, Romania (afp)

Con un’altra risalita delle temperature in vista da metà settimana e 38 gradi previsti a Roma, ma anche a Vienna, Praga e Budapest, i fiumi europei boccheggiano come il resto della natura. Gli scienziati raccolti nel gruppo World Weather Attribution hanno chiarito che questa siccità è legata al riscaldamento climatico. Le ondate di calore in Europa occidentale sarebbero state 80 volte meno probabili senza l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera.

Giugno il mese più caldo

L’Europa, pur essendo uno dei Paesi più virtuosi dal punto di vista delle emissioni di gas serra, si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media del pianeta. Il mese di giugno è stato il più caldo per il continente da quando esistono le misurazioni, con tre gradi in più rispetto alla media 1990-2020. Lo ha misurato il servizio Copernicus. Secondo le stime sulla mortalità, 10mila persone hanno perso la vita a causa delle temperature torride a giugno nell’intera Europa.