La grande ricchezza italiana è nelle mani degli anziani; il bisogno di futuro è dei giovani. Lo sbarco al Nasdaq dell’azienda nata da quattro ragazzi ventenni ci ha ricordato che il talento sappiamo ancora produrlo. Resta da capire se vogliamo continuare a lasciare che sia il capitale degli altri a trasformarlo in imprese globaliIl primo luglio Bending Spoons ha realizzato la più grande quotazione tecnologica italiana. Bending Spoons è sbarcata in borsa a diciotto miliardi di dollari, diventati venticinque in una seduta. Nata nel 2013 da ragazzi poco più che ventenni, oggi controlla una dozzina di marchi digitali, da Evernote a WeTransfer a Vimeo, con oltre mezzo miliardo di utenti. Istruttiva per un dettaglio quasi sotto silenzio: si è quotata al Nasdaq, non a Piazza Affari. I fondi che l’hanno fatta crescere si chiamaSandro TrentoeconomistaSandro Trento, economista, è professore ordinario di economia e gestione delle imprese e direttore della School of Innovation nell’Università di Trento. In precedenza, è stato dirigente nel Servizio Studi della Banca d’Italia e direttore del Centro studi Confindustria. È stato editorialista e ha pubblicato vari saggi, tra i suoi lavori: “Capitalismo carismatico. Il potere dei fondatori e la sfida alla democrazia”, in uscita per Bocconi University Press, 2026.