Pubblicato il: 26/07/2026 – 17:05

di Marco Russo

VIBO VALENTIA Dall’incontro in carcere con Angelo Maiolo alla latitanza di Francesco Maiolo, quando in una conversazione tra lui e Domenico Bonavota avrebbe parlato della presunta “vendetta” compiuta contro gli assassini del padre. A raccontarlo è il collaboratore di giustizia Francesco Fortuna, escusso in aula nelle scorse settimane nell’ambito del processo Habanero. L’operazione, scattata il 21 giugno 2024, ha inferto un duro colpo alla ‘ndrangheta di Acquaro, al locale di Ariola capeggiato, secondo gli inquirenti, dai fratelli Angelo e Francesco Maiolo. Una violenta ascesa che avrebbe avuto come origine la sete di vendetta per l’omicidio dei genitori nella faida contro gli Emanuele.

Il racconto del collaboratore

Rispondendo alle domande del pm della Dda di Catanzaro Andrea Buzzelli, Fortuna racconta di aver conosciuto Francesco Maiolo «perché stava trascorrendo un periodo di latitanza a Sant’Onofrio», ospitato dai “Bonavota”, la potente cosca di cui lo stesso collaboratore di giustizia ha fatto parte. «Faceva spola – racconta Fortuna – tra Sant’Onofrio e il suo paese nel 2015». Il fratello Angelo, invece, lo avrebbe conosciuto nel carcere di Vibo Valentia nel 2016, appena dopo il suo arresto per l’omicidio di Domenico Di Leo nel 2004. «Era anche lui all’isolamento, perché era sceso, se non mi ricordo male, per un permesso di necessità dal carcere di Lanciano, l’ho conosciuto là». «Sapevo – specifica – che fosse il fratello di Francesco, ma non lo conoscevo personalmente».