Quando il mondo era ancora in bianco e nero iniziava la storia di Antonia Maria Denina, che il 30 luglio compirà 105 anni. Nata nel 1921, ha avuto cinque figli, otto nipoti e undici pronipoti. Oggi vive nella residenza Richelmy di San Donato e racconta un lungo viaggio che parla di semplicità, resilienza e curiosità: dal paese all'arrivo in città, dalla guerra con un fratello partigiano ai cambiamenti di un intero secolo. Chi la incontra resta colpito dalla lucidità con cui rievoca i ricordi. Il segreto sta nella continua voglia di conoscere, leggendo e imparando. Pur essendosi fermata alla quinta elementare, ha coltivato la passione per i libri, per cercare di comprendere i cambiamenti del suo tempo. Oggi è su una sedia a rotelle, sente un po' meno di un tempo, ma la mente è ancora vivace. «Questo è quello delle feste. Lo metto qualche giorno prima del compleanno» ammette mostrando un vezzoso cerchietto di perle. Dalla campagna di Frabosa Sottana a Torino: il cambiamento di una vita Una vita iniziata in una frazione di Frabosa Sottana, nelle campagne intorno a Mondovì, «dove si parlava solo piemontese», e poi proseguita a Torino, città che all'inizio le sembrò quasi un altro universo. «Quando mi sono trasferita dal paese alla città è stato strano. Mi ricordo ancora i tram: li prendevo sempre dal lato sbagliato». E sorride ricordando quegli anni: «Eravamo tanti, avevo tre sorelle e due fratelli. Lavoravamo i campi col nostro bue. Ho imparato a fare il pane, è stata una vita intensa ma anche difficile». Il matrimonio, la guerra e i ricordi più intensi di un secolo Nel 1947, a 26 anni, si sposa. Il trasferimento a Torino arriva quando il marito, dopo un'operazione, non può più continuare a lavorare la terra. «Anche dover fare la spesa e non trovare i prodotti nell'orto era una novità». La guerra resta uno dei ricordi più intensi. «Mio fratello era partigiano. Una volta vennero i tedeschi a cercarlo. Non erano bei tempi». Poi riaffiora un'immagine diversa: «Mi ricordo le lucciole che illuminavano il paese. Una volta amavamo le cose semplici». La passione per i libri e i cambiamenti della tecnologia Curiosa per natura, Maria non ha mai smesso di imparare. «Una volta pochi studiavano e io invidiavo quelli che potevano farlo. La prima sfida è stata passare dal dialetto all'italiano. Vedere i miei figli studiare è stato un grande orgoglio». Di cambiamenti ne ha visti tanti. «La cosa più incredibile? Poter ricevere una chiamata dagli Stati Uniti quando i miei figli erano lontani. Se me l'avessero raccontato non ci avrei creduto. Per me il massimo della tecnologia era la radio, figuriamoci un po'...». I 105 anni di Antonia Maria Denina e il messaggio ai giovani Quando le chiedono quanti anni ha ci deve pensare un attimo: «Centoquattro». Il figlio Bruno Marabotto, 73 anni, la corregge con dolcezza: «No mamma, tra quattro giorni sono 105, non barare». Lei ride: «Credo che il Signore si sia dimenticato di me». «Avere ancora la mamma a 73 anni, lucida, e vivere ancora le giornate insieme è un privilegio - confessa il suo Bruno -. È una testimonianza vivente di un secolo di storia». Ai giovani nonna Maria lascia un consiglio: «Imparare ad adattarsi con entusiasmo a quello che la vita ti porta. Noi abbiamo sempre cercato di dare il meglio, prendendo quello che c'era e accettandolo. Vedo tante persone sole. Io, invece, sono fortunata».
Il lungo secolo di nonna Maria, 105 anni: “Il segreto è tenere la mente occupata”
Classe 1921, ora vive nella residenza Richelmy di San Donato dopo essersi trasferita a Torino dalle campagne di Mondovì. «La guerra è stata l’esperienza più di…







