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«Con la gioia stupefatta del contadino della parabola evangelica che s'imbatte sorprendentemente in un tesoro inestimabile valore, accolgo Te, Santa Chiesa di Dio che è in Locri-Gerace, quale mia Sposa. Entro in punta di piedi, ma con passo fermo e deciso, in questa che adesso posso dire “nostra” meravigliosa Comunità diocesana, per proseguire con entusiasmo, assieme a voi, il cammino di fede che ho condotto fin qui nell’amata Chiesa Madre di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, il cui sostegno affettuoso mi conforta». Sono le prime commosse parole che mons. Cesare Di Pietro ha affidato alla Chiesa di Locri-Gerace, pronunciate durante il rito nella Basilica concattedrale di Gerace, che ha segnato l’inizio del suo mandato come vescovo titolare nella Diocesi calabrese affidatagli da Papa Leone e al termine, dalla loggia delle benedizioni, davanti a una piazza Tribuna gremita di fedeli, pochi istanti prima di impartire la prima benedizione alla sua nuova comunità.

La voce è quella tonante che i messinesi conoscono bene; l’emozione, però, tradisce la consapevolezza di un momento che segna l’inizio di una nuova storia. Si chiude così una giornata intensa e solenne, che segna l’inizio del ministero pastorale di un uomo chiamato a essere padre e pastore di una terra che da oggi è la sua Chiesa. Una giornata che ha unito idealmente le due sponde dello Stretto: da una parte Messina, che ha salutato un figlio amato, dall'altra la Locride, pronta ad accogliere il nuovo pastore, che raccoglie dopo 12 anni il testimone da mons. Francesco Oliva.