Pianificavano «una serie coordinata di sabotaggi e attentati in una logica di escalation», target da colpire che potessero «risuonare nella mente di più persone» e trovare spazio sui giornali, ma discutevano anche di come «agganciare nuove leve» tra i giovani «per affidare loro "piccole cose"», ossia azioni di minore impatto. Una delle ultime cellule di anarchici, smantellata ieri al termine di un'indagine della Digos di Roma coordinata dalla Procura capitolina, si era riunita segretamente la scorsa estate in un casale di montagna immerso nelle campagne di Vicovaro, in provincia di Roma. Una due giorni, dall'11 al 13 luglio 2025, in cui i militanti - non sapendo di essere spiati e intercettati dalla polizia - hanno fatto il punto sulle strategie da adottare e alla fine dell'incontro sono stati ripresi mentre bruciavano gli appunti per non lasciare alcuna traccia.
Non soltanto i treni, c'erano anche società attive nel settore della difesa, catene di fast food internazionali e Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio) nella lista dei possibili obiettivi da colpire per rilanciare la mobilitazione per Alfredo Cospito, l'anarchico in regime di 41 bis. Sette gli arresti eseguiti all'alba di ieri con l'accusa di associazioni con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico: cinque sono finiti in carcere e due ai domiciliari. Gli agenti hanno perquisito 18 indagati (con l'ausilio delle Digos di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti), hanno sequestrato manuali ritenuti sensibili e sgomberato un centro sociale occupato a Roma, sulle sponde dell'Aniene.Due degli arrestati - il romano di 36 anni Nico Aurigemma e la triestina di 39 anni Micol Marino, considerati "promotori e organizzatori" del gruppo - sono anche accusati di aver concorso nella realizzazione dei sabotaggi compiuti il 14 febbraio sulla rete ferroviaria dell'Alta velocità Roma-Firenze e Roma-Napoli, in concomitanza con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, che hanno provocato oltre 450mila euro di danni all'infrastruttura. Insieme ad Aurigemma e Marino sono finiti in carcere il padovano di 31 anni Stefano Marri, il ternano di 45 anni Francesco Benedetti e lo spagnolo 30enne Arnau Vallett I Casadeval. Ai domiciliari invece la 38enne senese Giulia Vidotto e Luna Fratini, 34enne di Tivoli. Per gli inquirenti, la cellula era in possesso di un «libricino» per azioni sui treni, procurato in Germania.Le Intercettazioni «Con grossa fatica ma qualcosa bisogna fare… costringere un po' lo Stato a fare i conti che tenere un anarchico in 41 bis è comunque aver rotture di scatole!», spiega Benedetti durante il meeting clandestino nel casale in montagna. «Questo significa fare un salto di qualità», gli fa eco Marri. «Se noi sapessimo che ci sono tot gruppi d'azione in Italia sparsi sul territorio che sono disposti e capaci a mettere in campo un certo tipo di intervento...». La difficoltà degli anarchici è proprio questa: fare rete. «Se sapessi che in ogni città, in ogni luogo, ci sono corpuscoli pronti per... allora faccio un discorso che dice: proviamo a convergere piuttosto che sperderci, no? Piuttosto che te fai la Tim e quell'altra il Tav», aggiunge Aurigemma. Gli esempi da emulare sono la Francia e la Germania, dove, spiega l'anarchico romano, «c'è un livello elevato di costanza di diffusione dell'azione, ci sono decine di tralicci che bruciano, bum, bim, bam, sabotaggi ai treni, cioè un livello in crescendo». La milanese Martina Franchi gli dà ragione, precisando che i compagni all'estero «sono molto meno conosciuti dagli sbirri, perché lì si muovono in modo diverso da come ci muoviamo in Italia, nel senso che se tu sei, 50 stronzi in tutta Italia e sei ai cortei per Alfredo (Cospito, ndr) in piazza», la Digos «ti conosce, sa come ti vesti, quando esci». Sugli obiettivi da colpire, poi, Aurigemma fa riferimento al fatto che un fast food dove ci va tutto il quartiere «fa parlare molto di più che se zompa una pentola fuori dalla porta del Dap».In quell'occasione il gruppo aveva valutato di reclutare nuove leve anche nelle piazze pro Pal, parlando del confezionamento artigianale di ordigni esplosivi e delle tecnologie da utilizzare per rendere anonime le loro rivendicazioni sul web. Per gli investigatori il centro sociale "Bencivenga Occupato", sgomberato ieri, era utilizzato come «base logistica» da alcuni degli arrestati. Secondo il gip di Roma Rosalba Liso la morte degli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, uccisi lo scorso marzo dall'esplosione di un ordigno rudimentale che stavano fabbricando in un casale abbandonato nel Parco degli Acquedotti, «diviene ancor più tangibile il rischio di azioni violente e di particolare impatto». «Io sono così incazz… nera e sto anche male - si sfoga la Marino - Perché le responsabilità sono chiare, cioè sono morti perché combattevano contro sto mondo di m… Sono morti in azione, quindi, io uscirei da qua e adesso andrei in strada (...) e la vorrei sfogare un po' sta rabbia, perché io la sento sta rabbia».Plauso della premier Giorgia Meloni per l'operazione: «infligge un duro colpo a chi pensa di poter minacciare la sicurezza della nazione». Mentre per il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, si conferma «l'elevatissima capacità di prevenzione e contrasto espressa dalle Forze di polizia».











