"Stimo Malagò, Leonardo e Maldini, in quest'ordine, e quindi non ho fatto dichiarazioni immediate su Pirlo ct azzurro anche per rispetto a loro, ed ora parlo solo perché mi avete chiamato: che Dio ce la mandi buona". Al telefono con l'ANSA, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si sforza di mantenere toni istituzionali: ma è evidente che è preoccupato. "Certo, sono un tifoso dell'Italia e Pirlo è stato un grande campione: ma come allenatore è un salto nel buio.

Ignazio La Russa

Dopo il ballon d'essai mediatico di Guardiola non vorrei che, come ha dichiarato in questi giorni un senatore, la montagna avesse partorito un topolino, il topolino Pirlo". "Io pensavo - aggiunge la seconda carica dello Stato - che la scelta fosse tra tecnici abbonati al primo posto come Conte e Mancini, poi è arrivata questa novità. Una cosa la voglio sottolineare, non intendo essere preso in giro: mi spiego, era pacifico che Guardiola avrebbe detto no, era scritto nelle stelle. Quell'esposizione mediatica - è la teoria di La Russa - è stata solo un modo per arrivare a Pirlo in maniera più indolore".

La Russa tiene comunque a ribadire il suo sostegno alla causa del calcio azzurro ("Siccome abbiamo vicini gli appuntamenti agonistici, forza Italia, forza Pirlo, forza Malagò, forza tutti quanti"), pur non nascondendo le perplessità: "Io mi sono stancato di fare la Cassandra, non voglio farla. Certo, non mi aspettavo Ancelotti né Guardiola perché era evidente che tutto fosse un ballon d'essai. Queste cose le avevo dette a Malagò con un messaggino, non le ho dette prima pubblicamente per rispetto e anche perché stimo Pirlo, che è stato un grande campione, un calciatore che mi piaceva molto. Ma come allenatore - conclude il presidente del Senato - che Dio ce la mandi buona per la terza volta: negli anni abbiamo preso Ventura, abbiamo preso Gattuso... Questa, diciamo, è la loro bella copia: ma è sempre un salto nel buio".