Caricamento player
Repubblica ha pubblicato un video che mostra come, quando Abderrahim Fakir era ormai morto dopo essere stato immobilizzato dalla polizia a Bologna domenica scorsa, sotto alla sua testa ci fosse una chiazza di sangue. Nel video il cadavere di Fakir è in posizione supina e coperto da un telo, che viene spostato da un’agente della polizia scientifica. Repubblica parla anche della presenza di sangue sul volto di Fakir, che nel video è stato oscurato.
L’avvocato di Fakir aveva già detto nei giorni scorsi che il volto dell’uomo era visibilmente insanguinato nei video girati subito dopo la sua morte, ma non ne erano ancora emersi che mostrassero in modo chiaro le dimensioni del sanguinamento.
Venerdì sono usciti i risultati preliminari dell’autopsia, che in teoria è un atto secretato. Da quanto emerso sarebbero stati trovati sangue nei polmoni di Fakir e segni di schiacciamento sul suo corpo. Non si sa per ora con certezza a cosa siano dovuti questi due elementi, se a un eccessivo uso della forza da parte degli agenti o se all’intervento di rianimazione dei soccorritori, o ancora ad altro.
Fabio Anselmo, l’avvocato che rappresenta i familiari di Fakir, ha detto che il sangue era nei polmoni di Fakir «perché l’hanno battuto. Non è sangue esterno». Sempre secondo Anselmo i segni riscontrati sul corpo di Fakir sono del tutto compatibili con un’asfissia causata da una compressione. L’avvocato che difende i due agenti, Gabriele Bordoni, ha sostenuto con l’ANSA che il sangue che si vede nel video fosse dovuto a una ferita alla nuca che Fakir si sarebbe provocato da solo strisciando per terra mentre i poliziotti lo immobilizzavano, e che dall’autopsia non sia risultato niente che possa far ipotizzare un’azione violenta da parte dei due agenti.










