Sabato 25 luglio ChatGPT ha subito un grave problema di funzionamento a livello globale: gli utenti di tutto il mondo, Stati Uniti ed Europa compresi, non riuscivano a caricare le chat, nemmeno le conversazioni precedenti. Lo ha confermato OpenAI, dicendo di essere a conoscenza del malfunzionamento e che «stiamo indagando sul problema». «Si stanno riscontrando tassi di errore elevati», continua l'azienda in una nota. «Abbiamo adottato misure di mitigazione e stiamo monitorando la ripresa» del servizio, si legge nel comunicato. «ChatGPT è fuori servizio?» è una domanda di tendenza su Google e oltre tremila utenti hanno segnalato sul sito DownDetector che il chatbot non funzionava nella mattinata. Secondo DownDetector, il 79% delle segnalazioni relative a OpenAI riguardava ChatGPT, il 9% l'app e l'8% Codex.

Il malfunzionamento è durato circa due ore, il servizio è tornato progressivamente operativo. Al momento non risultano elementi che facciano pensare a un attacco informatico, anche se OpenAI non ha ancora chiarito le cause tecniche dell'interruzione. Non è la prima interruzione registrata da OpenAI questa settimana: due giorni fa, il 23 luglio, un altro malfunzionamento aveva coinvolto ChatGPT, Codex e le API, richiedendo quasi 24 ore per essere risolto. Cosa non funzionava Gli utenti di tutti i livelli di abbonamento (gratuito, Plus ed Enterprise) hanno segnalato una serie di disfunzioni gravi. I messaggi restavano bloccati in un caricamento infinito senza generare alcuna risposta, mentre la cronologia delle conversazioni nella barra laterale spesso non si caricava, lasciando gli utenti con finestre vuote. Comparivano inoltre ripetuti errori di rete, con messaggi come "Application Error" o problemi nel flusso dei messaggi, e anche le funzioni vocali e multimodali risultavano inutilizzabili. Sui social network si sono moltiplicate le lamentele di chi si è trovato con il lavoro, i progetti di programmazione e le attività di scrittura bloccati proprio a causa del disservizio. Il problema, del resto, non ha riguardato solo l'interfaccia principale, ma si è esteso anche a Codex e alle integrazioni API, dove gli sviluppatori hanno segnalato tempi di latenza più alti e richieste respinte.