L'esercito di Kiev prosegue anche gli attacchi contro le raffinerie di Mosca: colpito l'impianto di Tyumen, in Siberia

Continuano gli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche di Mosca. Oggi, sabato 25 luglio, una raffineria di petrolio nella città russa di Tyumen, nella Siberia occidentale a est di Ekaterinburg, a quasi 2.000 chilometri dall’Ucraina, ha preso fuoco a seguito dell’attacco di un drone. Al momento non si hanno informazioni su eventuali vittime o sull’entità dei danni, ma nella zona si è levata un’alta colonna di fumo nero. Quella di Tyumen (una filiale della società moscovita Ri-Invest) è l’unica grande raffineria di petrolio nel Distretto Federale degli Urali. Si tratta di una delle più grandi raffinerie petrolifere indipendenti della Russia, situata nella zona industriale della città. L’impianto ha una capacità di circa 8 milioni di tonnellate di petrolio greggio all’anno e raggiunge un grado di raffinazione del 98%.

I raid ucraini su Zaporizhzhia. Mosca: «Uccisi anche due bambini»

Nel frattempo, Mosca torna a puntare il dito contro l’esercito di Kiev accusandolo di aver ucciso almeno otto persone, tra cui due bambini, nei raid che hanno colpito una porzione della regione ucraina di Zaporizhzhia, occupata dalle forze russe. Secondo il governatore russo dell’oblast, l’attacco ucraino avrebbe coinvolto anche un’area ricreativa.