HomeCronacaCaldo insostenibile al porto di Livorno, un ‘richiamo’ ai datori di lavoroL’Autorità è si è attivata immediatamente dopo che il sindacato di base Usb aveva proclamato lo stato di agitazione a seguito dell’impennata delle temperature. Chiesti tutti i Dvr alle aziendeUna veduta aerea dell’aerea portuale di Livorno (foto Novi)Livorno, 25 luglio 2026 – Il cambiamento climatico è ormai una realtà con la quale ci dobbiamo confrontare ogni giorno, lo sanno bene i lavoratori del porto di Livorno che nei giorni scorsi sono insorti proprio per protestare contro le condizioni di lavoro divenute insostenibili a causa delle altissime temperature.
Il sindacato Usb Mare e Porti aveva proclamato lo stato di agitazione, richiedendo l’intervento dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, intervenuta nella giornata di ieri per far chiarezza sulla questione.
Da Palazzo Rosciano hanno fatto sapere di essersi prontamente attivati per monitorare la situazione all’interno dello scalo. Le operazioni di controllo messe in atto dall’Adsp sono iniziate lo scorso 26 giugno, con l’invio a tutte le aziende operanti in porto di una safety letter perentoria. Nel documento, l’Adsp ha richiamato i datori di lavoro agli obblighi di legge vigenti, richiedendo la trasmissione immediata dei rispettivi Documenti di Valutazione dei Rischi (Dvr). Non tutti però hanno risposto alle richieste della Port Authority che pertanto lo scorso 8 luglio ha fatto scattare i solleciti ufficiali. Ma l’impegno dell’Adsp sul tema è emerso anche all’interno del Comitato di Igiene e Sicurezza che si è svolto l’8 luglio, durante il quale i tecnici dell’ente hanno suggerito possibili misure tecnico organizzative per la gestione dell’emergenza caldo. Al confronto hanno partecipato anche i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che hanno fornito un contributo cruciale presentando un documento dettagliato che analizza ogni singolo ciclo lavorativo, proponendo strumenti concreti e procedure mirate per la salvaguardia delle maestranze. Ad oggi, gli ispettori dell’Autorità portuale hanno già acquisito e analizzato la quasi totalità dei Dvr.







