HomeMagazineLibriIl “Gran Siciliano“ del giornalismo. Alfio Russo e l’etica della notiziaLa figura dello storico direttore di Corriere della Sera e La Nazione nella biografia di Alfio BonaccorsoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici"In pizzo in pizzo", il “Gran Siciliano“ Alfio Russo, storico direttore della Nazione e del Corriere della Sera così dirigeva: sull’orlo della sedia, pronto ad alzarsi quando la coerenza lo avesse imposto. Esempio di rigore e professionalità a cui Alfio Bonaccorso, direttore esecutivo del Taobuk festival, ha deciso di dedicare la corposa biografia Alfio Russo Il Gran Siciliano alla direzione del “Corriere della Sera” (1961-1968), uscita per Carocci. Per farlo si è avvalendosi anche delle testimonianze di coloro che lavorarono al fianco di Russo: Giulia Borgese, Edgarda Ferri e Sebastiano Grasso.

Bonaccorso: la fiducia nei media è ai minimi storici. Alfio Russo riuscì a creare un rapporto molto forte con i lettori. Come? "Capì che un giornale doveva parlare al proprio pubblico, ma anche lasciare al pubblico la parola: seppe interpretare il proprio tempo. Durante la direzione del Corriere della Sera nacquero pagine dedicate ai giovani e alle donne, spesso affidate proprio a giovani redattori, suscitando anche le resistenze dell’aristocrazia del giornale. Lo dimostra anche l’assunzione di Giulia Borgese, prima donna nella redazione del Corriere, in un’epoca in cui non esisteva neppure la parola “redattrice”. Lo stesso spirito emerge nell’impegno civile dopo la tragedia del Vajont, ricordato ancora oggi dal Comune di Longarone, e perfino nel modo in cui il giornale guardò ai Beatles: uno dei pochi a non liquidarli con una stroncatura, scegliendo invece di comprendere un fenomeno nuovo. Poi c’è la rubrica delle lettere al direttore: un’intuizione geniale, per la prima volta un quotidiano della statura del Corriere si apriva a un dialogo così libero con i lettori".