<p>Non prendono decisioni strategiche, ma spesso hanno l'ultima parola su di esse.

Che si tratti di lanciare un'offerta in borsa, di approvare una fusione o di rinnovare i vertici, è ai soci che il cda deve rivolgersi.

E gli azionisti delle grandi quotate italiane hanno dimostrato di voler dire la loro, con quorum assembleari in costante aumento negli anni, dal 70,6% del 2020 al 73,2% del 2026.

Nell'ultima stagione 14 big del Ftse Mib hanno chiamato a raccolta i soci per eleggere il cda.

E secondo i dati raccolti da Georgeson, big mondiale nella gestione del dialogo tra quotate e investitori istituzionali, il peso delle minoranze (37,56%) ha ormai superato quello del principale azionista (35%).