Due nomi da scioglilingua, Alhassane e Amondarain, aprono il mercato del Bologna. L’esterno difensivo del Niger e il mediano argentino però non sono dei «signor nessuno». Si tratta di due giocatori giovani, emergenti e funzionali alle necessità di un Bologna da ristrutturare. Fenucci, Di Vaio e Sartori li hanno pescati restando fedeli alle prerogative care al club di Saputo: individuare talenti in crescita prima che il loro prezzo di mercato esploda. E poi affidarli alle cure di Tedesco per farli maturare al meglio in un campionato complesso come la Serie A. Così il nigerino ventiquattrenne, acquistato dal Real Oviedo, copre la casella lasciata libera dalla partenza di Lykogiannis, mentre il ventunenne argentino (ex Estudiantes) aggiunge la sua qualità a un centrocampo che ha perso Freuler ma al momento può contare su El Azzouzi, Moro, Ferguson e Pobega. Di fatto Alhassane e Amondarain sono pedine importanti, che possono assicurare qualità alla squadra e profondità alla rosa. Più complicato sarà trovare un sostituto testuale di Lucumi , visto che il colombiano é più che mai deciso a partire, e poi inseguire un attaccante di peso se Castro o Rowe dovessero lasciare il Bologna. Al momento i giochi del futuro prossimo sono bloccati dalle strategie di un mercato troppo dilatato nel tempo e dall’attesa di offerte importanti per gli uomini da vetrina rossoblù. Ma è vero anche che fra un mese, il 24 agosto, Tedesco debutterà in campionato contro la Lazio di Gattuso. Ecco perché Fenucci, Di Vaio e Sartori devono dare il meglio di sé per allestire in tempi brevi una squadra solida e attendibile in ogni reparto, contando anche sulla riconferma di Orsolini, che pare a un passo. Raramente il mercato è stato tanto difficile, complesso e segnato da strategie sottili. Ma il Bologna ha gli uomini giusti per farsi valere e rinnovare la sua sfida per la conquista dell’Europa.