Da diverse ore nella provincia di Madrid e in quella di Ávila, a ovest della capitale, sono in corso grossi incendi che le autorità faticano a contenere. Sono state evacuate più di 20mila persone, decine di strade sono state interrotte e finora sono bruciati più di 150 chilometri quadrati di terreno.
Gli incendi sono divampati separatamente ma successivamente si sono uniti in un unico grande incendio, il che sta rendendo molto più difficili le operazioni di spegnimento. In serata il ministro dell’Ambiente del governo regionale di Madrid, Carlo Novillo, ha detto che gli incendi sono al momento fuori controllo, e che gli sforzi si stanno quindi concentrando sul mettere in sicurezza le persone a rischio nelle aree verso cui sono dirette le fiamme.
Il governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza nella comunità autonoma di Madrid, inviato 650 uomini della Guardia Civil, uno dei corpi della polizia nazionale, e ha anche chiesto l’attivazione del meccanismo europeo di protezione civile per far fronte all’emergenza, grazie a cui ha già ottenuto elicotteri canadair da vari paesi europei, inclusa l’Italia. Il primo ministro Pedro Sanchez ha detto che sabato visiterà la regione.
Ls Spagna sta attraversando la terza ondata di calore della stagione: le alte temperature, insieme ai forti venti, aumentano il rischio di propagazione degli incendi, ma non sono la causa scatenante. La polizia ha detto venerdì di aver arrestato una persona sospettata di aver dato inizio a uno degli incendi (quello vicino Ávila). La causa sarebbe stata una negligenza nell’uso di macchinari da lavoro in un’area boschiva.












