Gli ultranazionalisti polacchi si spaccano. Il presidente del partito di opposizione Diritto e Giustizia (Pis), Jarosław Kaczyński, ha infatti deciso di espellere l’ex primo ministro Mateusz Morawiecki e altri 30 membri dlla formazione. Una rottura che rischia di frammentare l’elettorato a poco più di un anno dalle prossime elezioni.
L’ex premier è accusato di aver tentato di fondare un nuovo partito politico tramite la sua associazione. Un tradimento che il fondatore ha deciso di non perdonare, prendendosi il rischio di cacciare una delle figure di spicco del partito. I due appartengono a due correnti interne non totalmente allineate: mentre Kaczyński rimane fedele ai principi originari, e più estremisti, Morawiecki rappresenta la faccia pragmatica e malleabile. Duttilità che aveva contribuito anche a farlo nominare presidente del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) raccogliendo l’eredità di Giorgia Meloni. Il suo obiettivo era quello di modernizzare il partito portandolo su posizioni più dialoganti, un percorso già intrapreso da altre formazioni come, appunto, Fratelli d’Italia o il Rassemblement National dopo il distacco di Marine Le Pen dalle posizioni oltranziste del padre Jean-Marie e successivamente con l’ascesa di Jordan Bardella. “Abbiamo coraggio, pazienza e lungimiranza – aveva dichiarato – Sappiamo quanto drasticamente stia cambiando la società polacca. Pertanto, le proposte che gli vengono presentate non possono essere anacronistiche o obsolete“. Parole che, però, lo avevano portato a scontrarsi con i leader più anziani e conservatori della formazione.










