"Apprendo che il legale del Sig. Carroccia starebbe depositando le famose "chat". Non ho alcun problema che ciò avvenga anche per il loro valore chiarificatorio dell'intera vicenda. Le interlocuzioni di carattere amichevole sono e restano tipiche del dialogo che si può avere con un ristoratore romano del quale confermo non ho mai nemmeno supposto coinvolgimenti veri o presunti con ambienti criminali. Alla Giunta per le Autorizzazioni avevo depositato una memoria, senza prendere posizione, sull'eventuale consegna non già perché non creda nelle garanzie costituzionali a salvaguardia della riservatezza e della libertà delle conversazioni e della corrispondenza degli eletti, ma perché personalmente coinvolto. Ora sono salve le prerogative parlamentari previste dalla Costituzione e il deposito delle chat, per altra via, dimostrerà, finalmente e senza ombra di dubbio, la totale estraneità non solo del sottoscritto, ma anche della attività di ristorazione a qualsivoglia logica criminale". È quanto dichiara in una nota Andrea Delmastro.
Andrea Delmastro e Mauro Caroccia
Sull'accesso alle chat di Delmastro nell'inchiesta sulla 'Bisteccheria d'Italia', la Procura di Roma valuterà di sollevare un conflitto d'attribuzione contro la Camera davanti alla Consulta: tutto è legato all'esito del voto in Aula tra una settimana. All'indomani della decisione della Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera - che nelle ultime ore ha negato ai magistrati l'accesso alle chat tra l'ex sottosegretario e Mauro Caroccia - si intravede all'orizzonte un ennesimo confronto con nuove mosse tra i pm di Piazzale Clodio e la politica, sulla vicenda dei rapporti tra Delmastro (non indagato) e il ristoratore condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con l'aggravante di aver agevolato il clan camorristico dei Senese.












