Due operai morti a poche ore di distanza in due diversi tragici incidenti a Nuoro e a Roma
A Olbia, un operaio di 18 anni è deceduto nell'impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti in località S'Infurcau, nel territorio di Oniferi (Nuoro). Secondo le prime informazioni, Fabrizio Pittalis, originario di Orotelli, è stato colpito alla testa dalle forche del muletto guidato da un collega. All'arrivo degli operatori del 118, per il giovane non c'era più nulla da fare. Sull'infortunio indagano i carabinieri di Ottana e gli ispettori dello Spresal della Asl di Nuoro. A Orotelli è stato proclamato il lutto cittadino
Nella Capitale, un operaio di 47 anni è morto schiacciato da una macchina spazzatrice. L'uomo stava effettuando un intervento di manutenzione sotto il mezzo, quando i supporti che tenevano il mezzo probabilmente hanno ceduto facendo cadere la spazzatrice sul 47enne. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
A Latina oggi sciopero degli edili dopo la morte di due opera
Dalle 9:30 di questa mattina la categoria degli edili è scesa in piazza davanti la prefettura di Latina per manifestare in seguito alla morte di due operai in meno di 24 ore nel capoluogo pontino lunedì e martedì sorso. Dopo il decesso di Wladyslaw Pernal, 64 anni, di origine polacca, scomparso mentre cambiava delle piastrelle su un terrazzo nel quartiere Nuovo Latina, e di Francesco Gritto, 54 anni, che invece si è sentito male mentre lavorava in un cantiere fotovoltaico a Borgo Santa Maria, i lavoratori del settore edile hanno incrociato le braccia per 8 ore. "Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più. Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare" le parole utilizzate dal segretario generale della Cgil Frosinone Latina, Giuseppe Massafra, dopo la morte dei due operai, per ciascuna delle quali è stato aperto un fascicolo in procura. "Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera". Il segretario generale rilancia anche l'ordinanza regionale anti-caldo, che impone la sospensione delle attività a rischio nelle fasce orarie e con le temperature più critiche: "L'ordinanza esiste, ma da sola non basta: servono controlli seri, sistematici e diffusi, perché venga rispettata da tutte le imprese, senza eccezioni. Le regole ci sono, quello che manca è chi le fa osservare davvero".










