Alta tensione nei cieli dell'Europa orientale. Un caccia F-16 in forza all'Aeronautica militare rumena ha intercettato e abbattuto un drone penetrato all'interno dello spazio aereo nazionale. L'operazione, avvenuta nella mattinata di venerdì 24 luglio, si è conclusa con la distruzione del velivolo senza pilota sopra un'area disabitata nei pressi della città di Padina, situata nella contea di Buzău. A darne notizia è la Direzione Informazione e Pubbliche Relazioni del Ministero della Difesa Nazionale della Romania, che ha diffuso i dettagli di una complessa missione di monitoraggio e difesa aerea a protezione dei confini dell'Alleanza.
Il rilevamento radar e la rotta del bersaglio L'allarme per la sicurezza dei cieli rumeni si era innescato a seguito delle continue rilevazioni sui monitor della difesa. Secondo quanto riportato dal sistema di sorveglianza radar del Ministero della Difesa, l'individuazione di un bersaglio aereo è avvenuta inizialmente alle ore 09:39 di lunedì 20 luglio. Il tracciato ha localizzato l'intruso a una distanza di circa 20 chilometri a est di Sulina, confermando la violazione dello spazio aereo nazionale. Il velivolo ha poi intrapreso una rotta prolungata che ha sorvolato in successione le aree di Sulina, Brăila, Fetești, per spingersi infine verso il territorio di Buzău.L'intervento degli Eurofighter italiani e l'allerta alla popolazione Per far fronte alla potenziale minaccia, è scattato immediatamente il protocollo del Servizio di Combattimento della Polizia Aerea. Alle ore 09:48 si sono levati in volo su allarme (il famoso "scramble") due caccia Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica Militare Italiana, attualmente schierati in missione di Air Policing presso la 57ª Base Aerea di Mihail Kogălniceanu.Successivamente, alle 10:56, sono decollati anche due F-16 rumeni partiti dall'86ª Base Aerea di Fetești con il compito di tracciare e monitorare da vicino la situazione tattica. Contestualmente, per garantire la sicurezza civile, il Comando Militare Nazionale ha allertato l'Ispettorato Generale per le Situazioni di Emergenza, il quale ha provveduto a diffondere messaggi del sistema RO-Alert alla popolazione residente nelle contee di Tulcea e Brăila, invitando i cittadini ad adottare le necessarie misure precauzionali.L'ingaggio missilistico e l'abbattimento in area sicura La missione di intercettazione ha raggiunto il suo culmine operativo alle ore 11:02. Una volta identificato stabilmente l'obiettivo e appurato che la traiettoria di volo sovrastava un'area sicura e completamente priva di insediamenti civili, uno dei velivoli F-16 dell'Aeronautica militare rumena ha ingaggiato il bersaglio lanciando un missile. L'impatto ha neutralizzato definitivamente il drone nei cieli di Padina, facendolo precipitare al suolo senza registrare alcun danno a persone o infrastrutture. Le autorità militari di Bucarest hanno confermato il successo dell'operazione e garantito che forniranno ulteriori aggiornamenti informativi non appena i team a terra avranno ispezionato i resti del velivolo abbattuto per determinarne origine e caratteristiche. I precedenti recenti: l'escalation di sconfinamenti tra droni russi e ucraini L'abbattimento nei cieli di Padina è solo l'ultimo capitolo di una preoccupante serie di violazioni territoriali che ha trasformato i confini rumeni in un pericoloso punto di caduta del conflitto russo-ucraino. Da quando Mosca ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture portuali sul Danubio, Bucarest ha registrato quasi trenta incursioni non autorizzate nel proprio spazio aereo, culminate in due gravissimi episodi tra fine maggio e inizio giugno. Il 29 maggio 2026, un drone di fabbricazione russa, identificato come un Geran-2, ha colpito in piena notte un condominio residenziale nella città di Galați, ferendo lievemente due persone. Il velivolo era rimasto nello spazio aereo della Romania per soli quattro minuti, un tempo ritenuto insufficiente per un abbattimento in sicurezza. L'incidente ha innescato una pesante crisi diplomatica: la Ministra degli Esteri vicaria Oana Ţoiu ha evocato l'articolo 4 della NATO, mentre Bucarest ha espulso il console generale di Mosca chiudendo il consolato a Costanza. Secca la replica del Cremlino, con Vladimir Putin che ha respinto le accuse ipotizzando un errore di traiettoria ucraino e Dmitry Medvedev che ha lanciato pesanti moniti all'Unione Europea.Pochi giorni dopo, il 5 giugno 2026, il livello di allerta si è spostato dal cielo al mare. Un drone navale ucraino modello Magura, armato con circa 500 kg di esplosivo, si è schiantato autodistruggendosi all'interno del porto di Costanza, a poca distanza da un tunnel petrolifero. In questo caso si è evitata la strage solo grazie a una provvidenziale notifica inviata in anticipo da Kiev, che ha permesso alla protezione civile rumena di evacuare preventivamente circa 3.000 persone. La Marina ucraina ha poi confermato di aver perso il controllo del mezzo marittimo a causa delle pesanti interferenze della guerra elettronica russa, che lo hanno spinto alla deriva verso le coste rumene. Commentando l'accaduto, il presidente rumeno Nicușor Dan ha ribadito con fermezza che simili minacce alla sicurezza nazionale restano una conseguenza diretta della guerra di aggressione scatenata da Mosca, spingendo la NATO ad accelerare il trasferimento di attrezzature di difesa aerea in Romania per proteggere il fianco orientale dell'Alleanza.











