Alla Chris Brown, un po’ a sorpresa, si è dichiarato colpevole davanti a un tribunale di Londra per rissa in seguito a un alterco in una discoteca londinese. Il cantante vincitore di un Grammy ha ammesso la propria colpevolezza durante un’udienza tenutasi venerdì 17 luglio presso la Southwark Crown Court. In precedenza, aveva negato accuse più gravi di aggressione per aver picchiato un produttore musicale con una bottiglia nel 2023.

Fino a ieri lo scenario era chiaro: processo con giuria fissato per il 26 ottobre, tre capi d’imputazione sul tavolo, rischio di anni di carcere. Oggi, invece, l’accordo con la procura ha ribaltato tutto. Le accuse più pesanti, tentata lesione personale grave con l’aggravante dell’intenzionalità, lesioni personali effettive e possesso di un’arma impropria (la bottiglia) in luogo pubblico, sono state ritirate. Al loro posto resta solo l’ammissione di “rissa”, reato che nel Regno Unito prevede fino a un massimo di tre anni di reclusione, ben lontano dalla forbice tra 2 e 16 anni paventata inizialmente per l’accusa più grave.

Secondo quanto riportato da Reuters, la procuratrice Heidi Stonecliffe ha confermato in aula che le accuse più gravi, respinte fino a quel momento sia da Brown sia dal coimputato, non saranno più perseguite. Il portale britannico Global Banking & Finance Review, che ha ripreso il lancio dell’agenzia, sottolinea come “la rissa”, disciplinata dal Public Order Act 1986, punisca chi “usa o minaccia violenza illegale nei confronti di un’altra persona” con una condotta tale da “far temere per la propria incolumità a una persona di normale fermezza d’animo”.