HomeUmbriaCronacaNuova era al 110Caffè. Storico bar universitario pronto a voltare paginaAdisu e Regione presentano l’Avviso pubblico di coprogettazione "L’obiettivo è realizzare uno spazio aperto a cultura e partecipazione" .L’assessore regionale. all’istruzione Fabio Barcaioli e l’amministratore unico di Adisu Giacomo LeonelliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl 110Caffè, il luogo simbolo della vita universitaria, volta pagina. Diventato tristemente noto per l’omicidio di Hekuran Cumani, il 18 ottobre dell’anno scorso nel parcheggio dell’Università, dopo una serata trascorsa nel locale, ora si prepara a ripartire per una nuova stagione. Con un nuovo volto però: meno discoteca, spazio sempre più dedicato alla comunità studentesca, capace di promuovere socialità, cultura, spettacolo, partecipazione e inclusione.

L’amministratore unico di Adisu Umbria, Giacomo Leonelli, e l’assessore regionale all’istruzione e al diritto allo studio, Fabio Barcaioli, hanno presentato ieri il nuovo Avviso pubblico di co-progettazione per la gestione e la valorizzazione degli spazi del 110Caffè di Perugia e dell’annesso bar/caffetteria.

"Con questo Avviso vogliamo avviare un percorso che nasce da un confronto costante con la comunità universitaria e anche dall’ascolto dei rappresentanti degli studenti, che in questi mesi ci hanno aiutato a comprendere bisogni, aspettative e potenzialità di uno spazio come il 110Caffè - ha evidenziato Leonelli - Il nostro obiettivo non è semplicemente individuare un soggetto che ne curi la gestione, ma restituire questo luogo agli studenti e alle studentesse, trasformandolo in uno spazio vivo, aperto alla cultura, alla partecipazione e all’inclusione e che possa tornare ad essere quel luogo strategico per la comunità studentesca e per la città di Perugia. Abbiamo scelto la co-progettazione perché crediamo che un progetto di questo tipo debba nascere dalla collaborazione con chi opera ogni giorno sul territorio e può contribuire a costruire nuove opportunità per la comunità universitaria. È un percorso che abbiamo condiviso fin dall’inizio con la Regione Umbria e con l’assessore Fabio Barcaioli, nella convinzione che il diritto allo studio passi anche attraverso luoghi capaci di creare relazioni, favorire la partecipazione e rendere l’università sempre più parte integrante della vita del territorio".