“Eliche Responsabili”. Un monito, ma anche un appello della Lega Navale Italiana, che a Napoli presenta la campagna per evitare che una giornata in mare si trasformi in tragedia. È di queste ore l’ultimo allarme per gli ingressi in sicurezza alla Grotta Azzurra. L’appuntamento, con Marina Militare, Guardia Costiera e Fipsas, è oggi alle ore 18 nella Sala Rolandi della Lega Navale al Molosiglio. Ne parliamo con il presidente, l’ammiraglio Donato Marzano.
Partiamo subito dall’attualità. È possibile prevenire incidenti come quello nella Grotta Azzurra? «Servono prudenza e responsabilità. È cruciale moderare la velocità in modo da prevenire la formazione di onde che possano provocare incidenti». Barca travolta dalle onde a Capri, paura in Grotta Azzurra: è scontro sulla sicurezzaPerché avete scelto Napoli per la vostra campagna nazionale? Negli ultimi anni qui gli incidenti provocati dalle eliche sono stati numerosi. «La campagna è nata grazie ad una intuizione dei gruppi sub delle Sezioni della Lega Navale di Napoli e Bacoli. È una proposta che viene dalle nostre Sezioni, condivisa nell’Assemblea generale dei soci 2025 e trasformata in un progetto nazionale. Napoli è un simbolo della marittimità italiana. Da qui lanciamo un messaggio di sensibilizzazione sulla sicurezza in mare per tutto il Paese insieme a Marina Militare, Guardia Costiera e Fipsas». Due settimane fa, l’ultimo episodio: un operaio di 54 anni è stato trovato morto a Puolo, a Massa Lubrense. Le ferite sembravano compatibili, l’autopsia dovrà confermarlo. E come non ricordare Cristina Frazzica travolta nel 2024 mentre era in Kayak a Posillipo; o Adrienne Vaughan, turista britannica uccisa da un’elica a Furore nel 2023. «L’aumento degli incidenti con vittime bagnanti e subacquei ci ha spinti ad agire. La Lega Navale promuove da 129 anni la cultura e la sicurezza in mare: non ci limitiamo a informare, ma formiamo chi naviga. “Eliche Responsabili” parte rivolgendosi per primi ai nostri oltre 64mila soci, alle Sezioni ed ai Centri di Istruzione Nautica, per poi allargarsi. La sicurezza in mare deve diventare un patrimonio condiviso, non una regola ricordata solo dopo ogni tragedia». Mare da record in Cilento: Universo è «sconsigliata»Mi scusi. Ma a volte sembra anche che la Guardia Costiera di fronte a violazioni come la navigazione sotto costa ci va con la mano leggera. Sono le leggi che non aiutano? «La normativa esiste, ma deve essere divulgata e conosciuta meglio. La Guardia Costiera svolge un lavoro fondamentale ma non può essere presente ovunque e sappiamo bene che la sola repressione non basta. Occorre fare prevenzione, insegnare distanze di sicurezza dalla costa e da bagnanti e palloni di segnalazione dei subacquei, limiti di velocità, corretta condotta vicino ai bagnanti. Nei gommoni o motoscafi non in planata, per esempio, la visibilità a proravia è sicuramente ridotta: serve una persona , una vedetta che guardi avanti. Sono accorgimenti semplici, ma decisivi per evitare incidenti». Lungo la costa campana e nel Golfo di Napoli ci sono migliaia di attività di charter: bollicine che esplodono ad ogni ora, musica a tutto volume, brividi per una bravata sotto costa. Come cercare il pericolo. «Accanto ai controlli va rafforzata la prevenzione. Condurre un’imbarcazione veloce sotto costa, in aree affollate, può essere più complesso e pericoloso che guidare su strada. In mare devono valere la stessa responsabilità e la stessa attenzione richieste a chi conduce un’auto e o una moto, anche rispetto all’alterazione da alcol o sostanze stupefacenti. Chi trasporta passeggeri ha una responsabilità ancora maggiore. La nautica deve essere libertà e piacere, mai superficialità o ostentazione del rischio, specie se in presenza di alterazioni psicofisiche che posso indurre a sensazioni di onnipotenza». A volte al timone di barche di dieci metri con passeggeri a bordo, si trova un giovanotto che, magari, ha preso la patente nautica la settimana prima. È tollerabile più tutto questo? «La patente non è il punto di partenza, ma la conclusione di un percorso formativo. Va rafforzata la preparazione teorica e pratica, soprattutto per chi conduce imbarcazioni potenti o trasporta persone. La Lega Navale ha lanciato la proposta di creare un board sulla formazione nautica con il Mit, la Guardia Costiera e le altre associazioni per elevare gli standard formativi. Nei nostri Cin lavoriamo perché i candidati arrivino agli esami preparati e consapevoli delle responsabilità che assumono». Anacapri, Cerrotta: «Area protetta, servono nuove boe: ma bisogna moderare la velocità»Lei è un uomo con la divisa e non voglio farla arrabbiare. A volte si ascoltano storie di patenti per così dire rilasciate facilmente. Non è arrivato il momento di stringere un tantino i bullone anche su questo fronte? «Non entro nel merito del lavoro delle commissioni esaminatrici, ma occorre valutare con rigore la qualità della formazione e della preparazione dei candidati agli esami. In Lni valutiamo con continuità gli standard formativi dei nostri Centri di Istruzione Nautica, facciamo dei controlli a campione, verifichiamo non solo le nozioni, ma la reale capacità di condurre un’unità in sicurezza. I nostri candidati si presentano agli esami dopo una lunga preparazione. Essere rigorosi non significa ostacolare il diporto, ma tutelare chi naviga e chiunque sia in mare». Il ministro Salvini ha allentato anche sull’età. Ora scorrazzano anche i minorenni. È una scelta giusta? «È ancora presto per valutarne i risultati. Non ritengo sia una questione di età, ma piuttosto di preparazione e responsabilità. In Lega Navale accompagniamo i più giovani lungo una “linea blu” virtuosa che comincia da allievi di derive, prosegue come atleti e poi come aiuto istruttori e istruttori qualificati, insegnando tecnica, rispetto dell’ambiente e delle regole, compresa la capacità di capire quando non è il caso di uscire per condizioni meteo avverse, alterazioni o stanchezza. Andare per mare è un’arte che richiede esperienza, maestri da cui imparare, non poche settimane di corso. Non è questione di età ma di esperienza, senso di responsabilità e rispetto delle regole. L’invito è a frequentare associazioni come la Lega Navale e imparare dai più esperti».














