Carlo Lucarelli torna con Blu Notte, la storica trasmissione di Rai3, che dal 19 settembre sarà in prima serata. Ci saranno casi sconosciuti e misteri dimenticati della cronaca italiana, a dimostrazione del fatto che il crime è diventata una passione per il pubblico.
Tra le novità dei palinsesti Rai della prossima stagione tv c'è il ritorno di Blu Notte, la trasmissione pensata e condotta da Carlo Lucarelli, che a partire dal 19 settembre torna a ripopolare la prima serata di Rai3. Il racconto della cronaca nera continua ad incuriosire il pubblico, ne sono la dimostrazione podcast e videopodcast crime, che negli ultimi anni sono riusciti a catalizzare l'attenzione di migliaia di appassionati, desiderosi di scoprire la verità, di addentrarsi nelle indagini afferenti ad ogni caso e, magari, conoscere gli aspetti nascosti di carattere psicologico e sociale che attraversano ogni storica. Stefano Nazzi, Elisa True Crime, sono solo alcuni esempi di come la narrazione della cronaca abbia aperto una nuova modalità di racconto che coinvolge sempre più pubblico e che è destinata ad allargare ancora di più il suo bacino d'interesse.
Carlo Lucarelli racconta i casi di cronaca meno conosciuti Saranno dodici i casi di cronaca di cui si parlerà in questa nuova edizione del programma, che torna dopo ben 14 anni dall'ultima puntata. Le storie raccontante nelle nuove puntate avranno al centro casi dimenticati, quegli avvenimenti che hanno segnato la cronaca nera italiana, ma che per qualche ragione non sono stati più raccontati. Un esempio è l'omicidio di Angelo Fabbri, studente del Dams ucciso a Bologna nel 1983, il caso legato alla "gang dei marsigliesi" ovvero quei delitti che si sono consumati tra gli Anni Ottanta e Novanta e che potrebbero essere legati alla presenza di un serial killer. A parlare del ritorno di Blu Notte è anche Lucarelli che dice: Sono molto contento di riprendere questo programma perché avevo voglia di raccontare ancora storie di misteri e di crimini, con tante sfumature", spiega Lucarelli. "Attraversiamo tutti i generi: il giallo classico, il noir, il thriller. Abbiamo tanti casi poco conosciuti ed è proprio questo il bello Quella di raccontare casi poco noti è stata una scelta, non avrebbe avuto senso secondo lo scrittore parlare di Garlasco, sia per la copertura mediatica di questi mesi, sia perché non si è comunque giunti a una verità definitiva e infatti a questo proposito aggiunge: "Mi piacerebbe raccontarlo fra vent'anni, quando si potrà fare il punto su tutto quello che sappiamo. Oggi è ancora cronaca, è una vicenda in continua evoluzione ed è giusto che se ne occupino i programmi di attualità e i talk show. Il nostro è un programma di storia e di narrazione". Sul perché la cronaca nera attiri così tanto il pubblico, Lucarelli è convinto che questo interesse non scemerà mai:






