Roma, 23 lug. (askanews) – Un provvedimento che renderà più facile punire i minorenni che commettono reati perché “chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni”. La premier Giorgia Meloni si intesta la nuova stretta securitaria con un videomessaggio in cui ne spiega il contenuto e i principi che lo hanno ispirato mentre a Palazzo Chigi è ancora in corso la conferenza stampa post Consiglio dei ministri con – tra gli altri – il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Il disegno di legge spunta, abbastanza inatteso – non è stato oggetto del pre-consiglio di ieri – nell’ordine del giorno della riunione di governo diffuso alle 14, tre ore prima del Cdm. E spiazza anche gli alleati. “Io l’ho appreso dalle agenzie”, commenta un dirigente di Forza Italia che però non vuole fare commenti: “Non conosco il testo, lo vedremo, lo esamineremo attentamente, studieremo anche quanti casi riguarda. Mi sembra però corretta la via del disegno di legge”. Secondo quanto si apprende, neanche il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, sempre di Fi, era al corrente del provvedimento. Né a quanto pare era informato il sottosegretario leghista Andrea Ostellari che ha anche la delega al Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità. Si tratta di un ddl che arriva dalla presidenza del Consiglio, secondo una fonte parlamentare forzista. Il partito di Antonio Tajani tuttavia non è pregiudizialmente contrario a un ampliamento della punibilità dei minori. Tanto che sta portando avanti alla Camera una proposta di legge a prima firma di Marta Fascina che modifica il codice penale abbassando da 14 a 13 anni l’età al di sotto della quale i minori non sono imputabili. La pdl è stata incardinata in commissione Giustizia il 7 luglio scorso.











