Berlino è colorata. È lo slogan con cui la capitale della Germania si racconta centro globale della diversità, pronta ad accogliere chiunque libero di essere chi vuole. Un laboratorio multiculturale in frenetica attività, cosmopolita per natura. Ora, però, nella metropoli arcobaleno che ancora si vuole «povera, ma sexy», un colore fa paura: l'azzurro di AfD. Nella città storicamente rossa, dove anche i Verdi raccolgono consensi, il partito di estrema destra è per la prima volta in testa nei sondaggi. Con il 19%, i sovranisti che tifano la «remigrazione» staccano di un punto i cristiano-democratici della CDU, il partito guidato dal cancelliere Friedrich Merz.

Una distanza minima, ma significativa perché registrata a meno di due mesi dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento di Berlino, in programma il 20 settembre. Nel frattempo, i socialdemocratici della SPD, che con la CDU formano il governo della città-Stato, sono al 13%, superati dai post-comunisti di Die Linke (18%) e dai Verdi (16%). Fuori dall'assemblea legislativa, perché fermi al 4% e quindi sotto la soglia di sbarramento del 5%, resterebbero sia i liberaldemocratici della FDP sia il BSW, partito di estrema sinistra nazional-populista. Insieme, le forze estremiste e antisistema raccoglierebbero il 42%.