<p>La <strong>Commissione Ue</strong> apre un nuovo capitolo sulle banche.
Il rapporto sulla competitività del settore, presentato il 17 luglio dalla commissaria per i Servizi finanziari <strong>Maria Luis Albuquerque</strong>, ha delineato la <strong>strategia dei prossimi mesi</strong>, con proposte legislative che saranno definite <strong>a inizio 2027</strong>. </p> <p>I temi sul tavolo sono quelli su cui si è bloccata la discussione in passato, a cominciare dalla <strong>garanzia comune sui depositi</strong> e da regole per il possesso di <strong>titoli di Stato</strong> nei bilanci.
Ma stavolta secondo Bruxelles è maggiore la <strong>spinta politica</strong> per un compromesso tra Paesi. </p> <p><strong>Il contesto è cambiato</strong> rispetto agli anni scorsi.
Fino a poco tempo fa l’Unione bancaria era <strong>«nice to have»</strong>, ora invece il bisogno di agire è diventato più chiaro, secondo quanto osserva un alto funzionario Ue. </p> <p>In passato le negoziazioni si sono fermate a causa dell’opposizione tra <strong>condivisione e riduzione dei rischi</strong>.
I Paesi del Nord temevano in particolare l’elevato peso dei <strong>crediti deteriorati</strong> nei bilanci delle banche del Sud. </p> <p>Ora<strong> gli npl</strong> sono distribuiti tra Paesi in modo quasi uniforme.







