Analisti dell’intelligence Usa starebbero indagando sul possibile supporto di Mosca negli attacchi contro obiettivi Cia in Medio Oriente
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Mentre la guerra tra Stati Uniti e Iran si avvia verso una nuova escalation e per la prima volta dalla ripresa delle ostilità 12 giorni fa Washington impiega un bombardiere B-1 contro strutture delle Guardie Rivoluzionarie, torna a fare capolino lo spettro di un possibile allargamento del conflitto. Stando infatti a quanto riportato dalla Reuters, gli attacchi con droni condotti dalla Repubblica Islamica contro obiettivi legati alla Cia nel Golfo hanno spinto analisti dell’intelligence statunitense ad indagare sull’ipotesi di un coinvolgimento dietro le quinte della Russia.Già più in generale negli scorsi mesi, secondo le indiscrezioni dei media, funzionari Usa avevano ammesso la fornitura a Teheran da parte di Mosca di supporto per l’individuazione degli obiettivi americani e altre forme di assistenza. Le nuove rivelazioni pubblicate in esclusiva dall’agenzia britannica lasciano invece trapelare per la prima volta i sospetti degli 007 sul possibile ruolo giocato dalla Russia in una sorta di riedizione di guerra per procura o tramite proxy tra le due potenze.Le fonti consultate dalla Reuters, quattro persone a conoscenza dei servizi segreti statunitensi, hanno dunque affermato che le indagini dell’intelligence Usa starebbero cercando di far luce sulla potenziale assistenza della Russia ai pasdaran tramite informazioni sugli obiettivi o tecnologia avanzata per i droni. Al momento, precisano gli insider protetti da anonimato, gli 007 non avrebbero raggiunto una conclusione definitiva sul coinvolgimento di Mosca nei raid contro le strutture della Cia. L’efficacia e la precisione degli attacchi, oltre al supporto tecnico fornito dalla Federazione alla Repubblica Islamica, sarebbero però state citate come prove di una pista che punta in direzione della Russia.I blitz al centro dei sospetti sarebbero quelli compiuti da Teheran a marzo contro almeno due stazioni della Cia. La prima collocata presso l’ambasciata americana a Riad, in Arabia Saudita, e la seconda situata in una località dell’Iraq orientale. Altri siti dell’agenzia di Langley sarebbero stati colpiti ma la loro ubicazione e ulteriori dettagli non sono stati resi noti.La Reuters riporta l’esistenza di un promemoria interno di un’agenzia di intelligence occidentale nel quale si sostiene che Mosca avrebbe probabilmente avuto un ruolo nel prendere di mira le strutture della Cia. In merito al blitz contro l’ambasciata Usa a Riad, gli analisti ritengono che l’attacco, che non avrebbe fatto vittime, sia stato effettuato da una coppia di droni iraniani Shahed potenziati dalla Russia. Seguendo lo schema del “double tap”, il primo velivolo avrebbe aperto una falla in un punto vulnerabile della facciata della sede diplomatica permettendo al secondo di esplodere dopo essere entrato nel varco.






