Lanciando l’app prima delle partite, compresa Spagna-Argentina, appariva in forma di schermata da clic compulsivo, il corrispettivo di un maniaco davanti all’asilo: un tocco e ci si ritrovava iscritti a Dazn Bet Fun, ossia un innocuo sito per divertirsi, addirittura con 1000 punti in omaggio. Solo che il diavolo, più che nel dettaglio, è già nel nome. “Bet”, scommesseIn questi giorni, Dazn mi ha inviato una lettera, dice che l’implementazione di nuovi canali, servizi, supercazzole varie, li porta ad aumentare l’abbonamento mensile a 47 euro. E vabbè, è il mercato, anzi: il monopolio. Non puoi farci niente. Siccome è la classica offerta che non si può rifiutare, credo accetterò. Ma utilizzo queste nobili colonne per porre una cortese domanda: quanti dei miei 47 euro finanzieranno l’ecosistema che normalizza le scommesse? Perché Dazn, in questo caso senza monoLuca BotturaLuca Bottura, bolognese, classe 1967. Già “altro direttore” del settimanale Cuore e di inserti satirici per i cosiddetti giornaloni, scrive seriamente di sciocchezze e ironicamente di temi serissimi. Per Rai 3 ha creato, insieme a Geppi Cucciari, i programmi Chesucc3de? e Splendida Cornice. Ha pubblicato Manifesto del partito impopolare (Einaudi), Buonisti un cazzo (Feltrinelli), Meno male che Silvio c’era (Baldini + Castoldi). Ama molto la radio, ascoltata e fatta.