La chiusura per un mese di due locali (La Siesta a Calambrone e il Pappafico a Marina) non arriva nel vuoto. È l’ultimo capitolo di una storia che sul litorale si ripete da anni e che, estate dopo estate, riporta alla ribalta gli stessi problemi: esposti dei residenti, risse, giovani ubriachi, aggressioni, danneggiamenti e spiagge trasformate in luoghi di ritrovo fino all’alba. La malamovida, d’altronde, le cronache la conosco bene avendola raccontata spesso, ben prima del recente giro di vite delle forze dell’ordine. Un fenomeno che i cittadini hanno segnalato più volte, sia in passato sia negli anni più recenti, attraverso esposti e lettere indirizzate alle istituzioni e agli organi di informazione. Nel mirino, sempre lo stesso bersaglio: gruppi di giovani che si riversano nelle strade e nelle piazze dopo le serate, spesso in stato di alterazione alcolica, con episodi di schiamazzi, risse, danneggiamenti e comportamenti molesti.
Neanche un mese fa, in una lettera ai giornali, un abitante di piazza Antonio Madonna aveva denunciato "un enorme assembramento di ragazzi diretti allo stabilimento balneare in spiaggia. Centinaia di giovani in stato di alterazione hanno invaso la piazza dalle 22 fino alle 3 del mattino, in un crescendo di urla, bottiglie rotte, devastazioni e persino danneggiamenti delle auto". Una situazione che, secondo il residente, non sarebbe stata risolta nemmeno dall’arrivo delle forze dell’ordine: "Sono arrivate due volanti, ma il caos è durato ancora quasi un’ora. Siamo ostaggio di questa situazione".











