<p>È pronto per esser spedito a <strong>Banca d’Italia</strong> il piano con i remedies che <strong>Dea Capital Real Estate</strong>, la sgr del gruppo <strong>De Agostini</strong> da oltre 12 miliardi di masse con 50 fondi immobiliari, ha messo a punto per rispondere ai rilievi che <strong>Via Nazionale</strong> le ha mosso a fine aprile sull’antiriciclaggio.
Ma non sarà accompagnato dal nome del nuovo amministratore delegato che, dopo le dimissioni dell’ex ceo <strong>Emanuele Caniggia</strong>, quel piano lo dovrà realizzare. </p> <h2>Il nodo della successione e il profilo di Emiliano Ranati</h2> <p>Secondo quanto risulta a <em>MF-Milano Finanza</em>, per ragioni diverse sono tramontate le due candidature di potenziali ceo che l’head hunter Egon Zehnder aveva messo sul tavolo del presidente <strong>Giancarlo Scotti</strong>, ovvero quella di <strong>Sergio Iasi</strong> e di <strong>Guido Lombardo</strong>.
E Scotti, che come tecnico di garanzia sta gestendo il delicato passaggio in Dea Capital Re, sta puntando su <strong>Emiliano Ranati</strong>.<br> <br> È l’attuale chief people & security officer della multiutility romana <strong>Acea</strong>, ma fino a settembre 2024 è stato chief financial officer e business development di <strong>Cdp Real Asset</strong> (la sgr di Cassa che ne gestisce gli investimenti immobiliari e infrastrutturali) durante la gestione <strong>Scotti</strong>, di cui di fatto è stato il braccio destro.






