Si incontrano in un castello, “casa” di amici comuni; lei è una ragazza dai ricci rossi e ribelli che affronta con passo insicuro l’ingresso nella scintillante sala da pranzo, mentre lui sfoggia il suo sorriso migliore, quello vagamente equino che racconta di un ragazzo che sa di poter avere tutto, dalla vita. Vanta più di un titolo, davanti al nome (principe, HRH, duca di York), ma a lei si presenta solo come “Andrew”.

È in quel giugno del 1985, nella cornice del Floors Castle, che nasce l’amore tra il terzogenito della regina Elisabetta II e la figlia del maggiore Ronald Ferguson, Sarah. Una coppia che scoppia presto, ma che si ritrova perfino più unita dopo il divorzio, perché Andrea e Sarah hanno smesso forse di essere amanti (benché si sia parlato di un ritorno di fiamma), ma mai di essere complici.

Riavvolgiamo il nastro per tornare al 23 luglio di quarant’anni fa, quando le campane dell'Abbazia di Westminster a Londra suonano a festa dopo la celebrazione del royal wedding più scanzonato di sempre, quello che vede la sposa indossare un abito con su ricamate ancore e onde in omaggio al mondo navale amato dallo sposo (lei avrebbe voluto aggiungere orsacchiotti, colombelle ed elicotteri, ma la stilista si è rifiutata) e la coppia abbandonare il ricevimento di nozze a bordo di un’auto scoperta con un orso gigante seduto in mezzo a loro. Anche il bacio sul balcone di Buckingham Palace era stato più simpatico che romantico, con lo sposo a incitare la folla a gridare più forte, come fossero allo stadio.