HomeEconomiaBetim, cinquant’anni dopo: l’avventura torinese che mise il Brasile su quattro ruoteNel luglio 1976 uscì la Fiat 147, il primo modello prodotto nello stabilimento brasiliano. Antonio Filosa: “Pochi marchi possono dire di essere cresciuti insieme a un Paese come la Fiat è cresciuta insieme al Brasile”L'evento per i 50 anni della Fiat in Brasile allo stabilimento di BetimRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 22 luglio 2026 - Il giorno dopo le celebrazioni resta il significato storico di Betim. Cinquant’anni fa Fiat portò nel Minas Gerais non soltanto una fabbrica, ma un’idea industriale nata a Torino: costruire automobili accessibili, pensate per il mercato locale e capaci di accompagnare la modernizzazione di un Paese-continente. Da quella scelta è nata una delle più importanti storie di trasformazione reciproca tra un’impresa italiana e il Brasile.
Il successo di Fiat in Brasile
Quando il 9 luglio 1976 uscì la Fiat 147, primo modello prodotto nello stabilimento, l’industria automobilistica brasiliana era concentrata soprattutto nello Stato di San Paolo. Fiat ruppe lo schema scegliendo il Minas Gerais, regione legata all’agricoltura, al minerale di ferro e all’acciaio, ma ancora alla ricerca di una dimensione manifatturiera. Antonio Filosa ha ricordato che l’azienda "ebbe il coraggio di rompere gli schemi". La decisione fu italiana, legata alla visione internazionale di Gianni Agnelli, ma il successo divenne presto brasiliano. Betim non fu la semplice replica oltreoceano di Mirafiori. Crebbe adattando prodotti, tecnologie e organizzazione alle strade, ai redditi e ai bisogni di una popolazione in rapida urbanizzazione. La 147 aprì la strada; la Uno trasformò l’automobile popolare in un fenomeno di massa; Palio e Strada consolidarono un’identità ormai autonoma. La Strada, veicolo più venduto del Paese per cinque anni consecutivi, è il simbolo di questa capacità di interpretare il mercato anziché esportare modelli concepiti altrove.










