Pubblicato il: 22/07/2026 – 19:27
LAMEZIA TERME «Una nota infarcita di vuote parole, priva di qualsiasi argomentazione tecnico-giuridica e di dati numerici». L’ex sindaco Paolo Mascaro torna all’attacco dell’amministrazione guidata da Mario Murone dopo l’approvazione del Rendiconto 2025 e l’avvio della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Una replica durissima, affidata a una nota dal titolo “Modus expletus est”, nella quale Mascaro contesta punto per punto la ricostruzione fornita dal Comune. L’ex primo cittadino afferma di essersi atteso una risposta alle «obiezioni dettagliate e specifiche» che aveva trasmesso ai componenti della Giunta e ai consiglieri comunali alla vigilia della discussione sul Rendiconto. Osservazioni delle quali, sostiene, nella comunicazione dell’amministrazione «non vi è traccia».
Gli accantonamenti contestati
Il primo nodo sollevato riguarda l’accantonamento di circa 12 milioni di euro. Secondo Mascaro, l’applicazione del comma 3 dell’articolo 194 del Tuel avrebbe consentito di evitare quella posta, seguendo una strada utilizzata, a suo dire, dalla quasi totalità dei Comuni calabresi. L’ex sindaco contesta anche il richiamo alla contabilità della Regione Calabria, sostenendo che sarebbero stati ignorati i piani di rateizzazione superiori ai tre anni sottoscritti e approvati dalle rispettive Giunte. Nel mirino finisce poi la scelta di recepire l’indicazione della Corte dei conti sull’accantonamento del debito idrico e di quello relativo ai rifiuti maturato negli anni. Debiti che, secondo Mascaro, il Comune stava pagando regolarmente, nel caso del servizio idrico «addirittura da un decennio». L’ex sindaco ritiene che l’amministrazione avrebbe potuto contestare quelle indicazioni, ricordando come già nel 2014 il Comune di Lamezia avesse intrapreso positivamente la strada dell’impugnazione. «Esiste anche il rimedio delle impugnative e non solo la mera genuflessione», afferma.






