Con KOMPISHÄNG Ikea prova a raccontare una casa diversa da quella tradizionale: non un luogo fisso, ma un insieme di oggetti che si adattano e seguono chi li possiede
C’è una generazione intera per cui il trasloco non è più un evento raro, ma una specie di rito che si ripete quasi ogni anno, tra contratti d’affitto brevi e lavori che portano da una città all’altra. Ikea sembra averlo notato, e a partire da agosto lancia sul mercato globale KOMPISHÄNG: una collezione pensata per chi trasloca spesso, per una vita di scatoloni ricorrenti.
L’indagine tra i giovani di Londra
Alla base del progetto non c’è la classica indagine di mercato a tavolino, ma un lavoro sul campo: il team Ikea ha passato del tempo dentro le case di ragazzi tra i venti e i ventotto anni nel centro di Londra. Cosa ha osservato? scatole di cartone riadattate a comodini o mensole, angoli della stanza sistemati con l’idea di essere temporanei. Da lì è nata l’intuizione che ha guidato tutta la collezione: il fatto di traslocare spesso non significa voler rinunciare a sentirsi a casa. Sono gli oggetti che le persone si portano dietro, non le mura, a far sentire davvero le persone a proprio agio nelle stanze.
Oggetti fatti per viaggiare






