Prima le parole di Gasperini in conferenza stampa (“È fuori dai nostri parametri”, aveva detto), quindi l’immediato rilancio, qualche ora dopo, per provare comunque a prenderlo. Quindi, il rischio di perderlo di nuovo e un altro tentativo per convincerlo. Tra la Roma e Summerville sta succedendo di tutto. Ed è l’ulteriore conferma che tra i microfoni e l’off the record del calciomercato c’è un mondo sommerso che non è per niente facile da interpretare. Bisogna rifare però un po’ di ordine.
Partiamo da quelli che sono i desiderata dell’allenatore giallorosso: serve un esterno che giochi a sinistra, di piede destro. Un po’ come erano Lookman e il ‘Papu’ Gomez, per intendersi. Quel tipo di giocatore che la Roma l’anno scorso non ha avuto (El Shaarawy era riadattato e Zaragoza non ha convinto). Quel tipo di giocatore che la Roma vuole a tutti i costi. Ma, il gioco di parole cade alla perfezione, costa.
Nello specifico, il ds Tony D’Amico si era spinto a offrire (già in seconda battuta) 46 milioni di euro bonus inclusi per il giocatore del West Ham, che aveva accettato e molto di buon grado la destinazione. Era già, appunto, un rilancio rispetto a quelle parole di Gasperini di cui sopra e che sembravano allontanare l’ipotesi di un suo arrivo. Invece Summerville si era convinto ed era pronto ad accettare. Fatta? Macché: quello solo quando si firma. Perché la seconda offerta non era stata accettata e i giallorossi si stavano preparando a presentarne un’altra, ultima e definitiva.










