Claudio Lotito ha inaugurato ufficialmente la sua avventura alla guida della Reggina. Il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia è diventato il nuovo patron del club amaranto, attualmente impegnato nel campionato di Serie D, rilevandone la proprietà nei giorni scorsi. Durante la conferenza di presentazione, però, a far discutere non sono stati soltanto i programmi per il futuro della società e le domande sulla Lazio (a cui Lotito non ha voluto rispondere), ma anche alcune frasi pronunciate dallo stesso Lotito, tra cui una che richiama a un vecchio slogan del fascismo. A un giornalista che gli chiedeva cosa direbbe a chi negli ultimi anni si è disaffezionato e si è allontanato dalla Reggina, Lotito ha risposto: “Credere, obbedire, combattere“, vecchio motto fascista. Tra gli applausi di diversi presenti, Lotito si è lasciato andare a una risata e a uno sguardo d’intesa con Cannizzaro, a cui ha anche dato una pacca sulla spalla.

L’espressione “Credere, obbedire, combattere” venne coniata da Benito Mussolini e divenne uno dei motti simbolo del regime fascista. Compariva sui documenti ufficiali della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), l’organizzazione giovanile del Partito Nazionale Fascista che raccoglieva ragazzi e ragazze dai 6 ai 21 anni, suddivisi nelle diverse categorie di età: Figli della Lupa, Balilla e Piccole Italiane, Avanguardisti e Giovani Italiane, Giovani Fascisti e Giovani Fasciste. Lo slogan era ampiamente diffuso anche su libri scolastici, manifesti e insegne dell’epoca ed era parte integrante della simbologia e della propaganda del Partito Nazionale Fascista, venendo utilizzato anche dalla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.