L'incidente che ha coinvolto OpenAI e i suoi modelli di intelligenza artificiale ha sconvolto gli addetti ai lavori e chi si occupa di IA. «Quello che è accaduto rappresenta uno spartiacque nell'evoluzione dell'intelligenza artificiale. Non stiamo più parlando di modelli capaci soltanto di generare contenuti o assistere un operatore ma di sistemi che possono pianificare un'intera sequenza di azioni, adattarsi agli ostacoli, individuare vulnerabilità sconosciute e modificare autonomamente la propria strategia per raggiungere un obiettivo. È la conferma che capacità finora considerate soprattutto teoriche sono ormai una realtà», ha detto all'Ansa Pierluigi Paganini, professore di Cybersecurity presso l'Università Luiss Guido Carli, in merito all'annuncio di OpenAI, casa madre di ChatGpt, che i suoi modelli di IA fuori controllo hanno hackerato sistemi di un'altra azienda, Hugging Face.
«Se un livello di autonomia di questo tipo finisse nelle mani di gruppi criminali o attori statuali il panorama delle minacce cambierebbe profondamente - aggiunge l'esperto - gli attaccanti potrebbero condurre operazioni molto più rapide, sofisticate e difficili da prevedere, mettendo sotto pressione modelli di difesa progettati per contrastare avversari umani e non sistemi capaci di apprendere e adattarsi in tempo reale».










