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Sabato la polizia federale statunitense ha arrestato a Miami uno dei più noti e rilevanti influencer misogini al mondo, Andrew Tate, e suo fratello Tristan. Non è la prima volta: delle vicende giudiziarie dei fratelli Tate si parla dal 2022, quando furono arrestati in Romania. I capi d’imputazione, ora come allora, sono numerosi e gravissimi: tra le altre cose, i due sono accusati di aver messo in piedi un sistema criminale finalizzato alla tratta di donne, anche minorenni, e al loro sfruttamento sistematico per arricchirsi con la produzione di contenuti pornografici online.
Ciò che però rende la storia dei fratelli Tate davvero notevole è che le prime accuse nei loro confronti risalgono al 2014, quando vivevano nel Regno Unito, e da allora sono stati indagati oltre che in Romania anche negli Stati Uniti, ma indagini e processi si sono per qualche motivo sempre arenati; in un caso, secondo un’inchiesta del New York Times, anche grazie alla loro vicinanza alla famiglia Trump. Nel frattempo l’enorme pubblico online che Andrew Tate si è costruito a partire dalla pandemia, rivolgendosi soprattutto a giovani uomini con argomenti violenti nei confronti delle donne, non ha mai smesso di alimentarsi sui social network.











