Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, firma il protocollo sulla comunicazione giudiziaria, che prevede di salvaguardare diritto alla informazione, ma anche alla reputazione dei cittadini coinvolti nelle indagini.Dodicesimo piano della Torre A, al centro del tavolo il procuratore generale Aldo Policastro, accanto al quale spiccano l’avvocato generale Simona Di Monte (alla destra del pg) e la procuratrice per i minori Patrizia Imperato. Presenti i vertici delle procure del distretto. Stando al protocollo ci saranno degli alert su alcuni fascicoli su cui sarà effettuato aggiornamento nel corso dello sviluppo delle indagini: in caso di assoluzione di un imputato per il quale è stata fatta comunicazione giudiziaria (ad esempio per un arresto) ci saranno aggiornamenti con un comunicato stampa ad hoc.
«Noi, magistrati sorvegliati speciali» Un concetto forte quello sostenuto dal pg Policastro nel corso della conferenza stampa per illustrare il protocollo sulla comunicazione giudiziaria. Spiega il pg, a proposito della possibilità di video registrare le conferenze stampa: «Il csm è andato ben oltre la norma in termini restrittivi. Penso che questa scelta sull’obbligo di aggiornamento vada oltre il principio della presunzione di innocenza. Un di più».Poi aggiunge: «Mi sento sorvegliato speciale se una conferenza stampa deve essere video registrata, non temo la videoconferenza, ma si tratta di un sistema che induce nel soggetto videoregistrato una sorta di sotto posizione al grande fratello. Penso che i magistrati sono sorvegliati speciali perché si trovano spesso anche pretesti per presentare la magistratura come un gruppo di persone dedite a nefandezze e il clima complessivo di questo paese è un clima di attacco violento, come emerge dagli attacchi emersi nel dibattito sul gioielliere arrestato».






