Una singolar tenzone politica sotto forma di sfida sportiva. “Maschia”, va da sé, come aggiungerebbero dalle parti di Futuro nazionale. Insomma, è la «(comunicazione) politica dell’agone», che i medici peraltro sconsiglierebbero fortemente viste le temperature di questa estate. Ma tant’è, essendoci di mezzo Matteo Renzi e Roberto Vannacci, due testosteronici performer della politica come atto comunicativo, ed effettivamente a loro agio nella pratica di certe discipline sportive. Così, sebbene si collochino ideologicamente agli antipodi, traspare il gioco di sponda, per varie ragioni, dall’«utilizzo» da parte del leader di Casa riformista dell’ex generale come cuneo per dividere la maggioranza di governo e presentarne il profilo quale volto autentico della “vera destra” geneticamente estremista alla “legittimazione” che Vannacci ne ricava ogni volta che qualche politico lo sfida (o lo cita) in un ambito o in altro. E, dunque, non poteva non arrivare la gara competitiva, sublimazione del duello all’arma bianca, ennesimo capitolo della pop politics e telenovale che serve ai due contendenti per far parlare di sé.
Renzi e Vannacci si sfidano a colpi di muscoli: il dissing sportivo dei politici










