Dal 16 luglio è entrato in vigore l'obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici privati. Dopo il casco e il contrassegno identificativo, arriva un'altra novità prevista dal nuovo Codice della strada, destinata a cambiare le abitudini di circa un milione di proprietari. Chi circola senza copertura rischia infatti una multa da 100 a 400 euro e il sequestro del mezzo. Occorrerà quindi portare con sé il certificato. Di cosa si tratta L'assicurazione richiesta è una normale Rc, ma con una caratteristica fondamentale: deve essere dedicata al singolo monopattino e collegata al suo contrassegno identificativo. Non è quindi sufficiente la classica polizza del capofamiglia o una copertura generica per la responsabilità civile, perché la legge impone che il contratto riporti il codice identificativo del mezzo. La polizza copre esclusivamente i danni provocati a terzi durante la circolazione. Se il conducente investe un pedone, urta un ciclista o provoca un incidente danneggiando un'auto o un altro veicolo, sarà l'assicurazione a risarcire il danno nei limiti previsti dal contratto. Restano invece esclusi, salvo garanzie aggiuntive, i danni subiti dal conducente o quelli riportati dal monopattino stesso. Il costo della Rc base è relativamente contenuto. Secondo le prime offerte disponibili sul mercato, il premio annuale varia generalmente tra 35 e 55 euro, mentre una copertura più completa può arrivare anche a circa 150 euro l'anno. L'obbligo riguarda soltanto i monopattini di proprietà privata. Chi utilizza i mezzi in sharing continua invece a essere coperto dalla polizza sottoscritta direttamente dall'operatore del servizio. Un aspetto da verificare riguarda le garanzie accessorie. Una in particolare che è quella della tutela legale. C’è infatti un cono d'ombra normativo che rischia di colpire duramente oltre un milione di proprietari: l’insufficienza della sola Rc in caso di sinistro complesso. In un contesto in cui le regole diventano stringenti (limiti di velocità a 20 km/h, divieto di circolazione contromano e aree pedonali vietate), il vero scudo per il consumatore non è solo la responsabilità civile, ma la Tutela Legale, in caso di danni subiti o responsabilità penali. Qualche esempio? Se il privato circola con un monopattino sbloccato (che supera i 20 km/h), senza casco, o trasportando un passeggero, la compagnia Rc pagherà il terzo danneggiato, ma si rivarrà sul conducente per riavere i soldi. Gestire e contestare una rivalsa richiede un'assistenza legale che la Rc non copre. Un altro esempio: un urto con un pedone sulle strisce può far scattare d'ufficio il reato di lesioni personali stradali. In sede penale, l'utente ha bisogno di un avvocato penalista e di periti di parte: spese che solo una polizza di Tutela Legale prende in carico. La difesa attiva Molti privati non si adegueranno subito al targhino e alle nuove regole. In caso di incidente con dinamiche contestate, dimostrare di aver ragione (o limitare i danni di un concorso di colpa) richiederà una difesa attiva e non solo una liquidazione passiva del danno. «L’introduzione dell’obbligo di assicurazione Rc per i monopattini elettrici privati rappresenta un passo importante verso una maggiore responsabilità e sicurezza sulle nostre strade – dice — Alfredo Penna, Direttore Generale di Uca Assicurazione -. È fondamentale però che i cittadini ne comprendano le reali implicazioni pratiche: avere con sé il certificato di polizza soddisfa il requisito di legge, ma fare affidamento unicamente sulla responsabilità civile rischia di essere una tutela a metà. La vera protezione per il cittadino, specialmente in un contesto normativo nuovo e in continua evoluzione, risiede nell’abbinamento tra la polizza Rc e quella di tutela legale. Se la Rc copre i danni causati a terzi, la tutela legale è ciò che difende l'assicurato quando è lui a subire un danno o quando si trova ad affrontare procedimenti penali o sanzioni amministrative a seguito di un incidente».