di

Fabrizio Caccia

Le certezze sulla pista: «Credo di sapere qual è. Ma non so il mandante»

ROMA «Il mio è stato solo uno stupido sfogo», dice Valter Lavitola al Corriere, il giorno dopo il servizio andato in onda a Filorosso su Rai2, con lui che l’altra sera ha straparlato di nuovo: «La pista io credo di sapere qual è. Non so chi è il vero mandante ma so le motivazioni...». In verità, Lavitola sproloquia ormai da 15 giorni, da quando cioè è stato indagato anche lui dalla Procura di Roma per la bomba scoppiata a Campo Ascolano il 16 ottobre scorso fuori dalla casa del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.

Per gli inquirenti, anzi, sarebbe lui il presunto mandante.E così tutto s’ingarbuglia di nuovo, ogni volta che Lavitola parla dentro e fuori il suo Cefalù Bistrò di Monteverde: messaggi in codice, depistaggi, chissà. Ogni sua parola non sembra mai casuale.