Quando un cittadino apre un conto in banca condivide con l’istituto dati personali, come l’indirizzo o il numero di previdenza sociale. Negli Stati Uniti queste informazioni possono essere trasmesse ad agenzie di credito e altri enti autorizzati; i data broker sono operatori privati che le comprano (o prendono in licenza), per poi rivenderle ad altre imprese interessate o alla pubblica amministrazione. Thomson Reuters è un’azienda attiva nel settore; il Dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs), che controlla l’Ice, ha annunciato un accordo con la società da 125 milioni di dollari.
Il governo non compra direttamente dalle agenzie di credito perché Thomson Reuters non si limita a vendere dati, ma un sistema in grado di aggregarli, collegarli a identità precise e monitorare centinaia di migliaia di individui. “A causa della ridefinizione delle priorità della missione dell’Ice”, si legge in documenti citati da 404 Media, testata statunitense, “è necessario che questi dati siano immediatamente accessibili per sostenere il mandato presidenziale relativo all’individuazione di frodi elettorali e in materia d’immigrazione”. Però l’Ice può occuparsi di truffe elettorali solo quando riguardano voti di non cittadini o false dichiarazioni sulla cittadinanza (la competenza generale sui reati legati alle elezioni spetta al Dipartimento di Giustizia).







