Corsi di formazione fantasma rivolti a disoccupati e lavoratori finanziati con fondi europei. Ruota intorno a questa ipotesi l’indagine della Procura europea di Milano, che ha disposto il sequestro di circa 20 milioni di euro detenuti su conti bancari e polizze assicurative riconducibili a cinque società. L’indagine condotta dai Carabinieri della Sezione Eppo del Nucleo Investigativo e del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Milano, era partita da una segnalazione della Banca d’Italia del 29 aprile 2026 e vedeva inizialmente indagate due persone, "amministratrici di fatto" della Sirio srl.
I beni posti sotto sequestre sono riconducibili ancora alle due indagate, che si trovano attualmente agli arresti domiciliari con l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. Dagli ultimi sviluppi però chi indaga ha ricostruito un quadro ben più ampio: la Procura europea ha inserito nel registro degli indagati 84 rappresentanti legali di società in tutta Italia per presunta truffa aggravata ai danni degli interessi finanziari dell’Ue. La presunta frode è stimata in circa 40 milioni di euro, di cui circa 33 milioni provenienti dai fondi per la ripresa e la resilienza. Il sequestro è stato disposto dopo che gli inquirenti hanno identificato tentativi di occultare i proventi di presunti reati attraverso trasferimenti di somme ingenti su conti bancari e prodotti assicurativi. Si ritiene che parte dei proventi sia stata investita anche in beni, inclusi immobili.







