Sulla revisione del prontuario Schillaci annuncia un confronto con Aifa, mentre da maggioranza, opposizione e società scientifiche arrivano le richieste di cautela
Dopo settimane di discussioni, sulla revisione del Prontuario farmaceutico si apre un nuovo passaggio politico. “Non ci sono novità sulla revisione del Prontuario, credo incontreremo a breve Aifa”, ha dichiarato oggi il ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine dell’inaugurazione del rinnovato Museo dell’Istituto superiore di sanità. Al centro del confronto resta l’ipotesi elaborata dall’Agenzia di definire il prezzo di rimborso non più soltanto tra medicinali con lo stesso principio attivo, ma all’interno di categorie terapeutiche più ampie, assumendo come riferimento il farmaco meno costoso. Secondo le associazioni di settore e società scientifiche, il nuovo meccanismo potrebbe determinare riduzioni rilevanti dei prezzi, incidere sulla sostenibilità di alcune produzioni e trasferire sui cittadini la differenza necessaria per continuare a utilizzare il medicinale abituale.
La revisione nasce dalla necessità, affidata ad Aifa, di individuare criteri capaci di contenere la spesa farmaceutica sostenuta dal Servizio sanitario. Il confronto riguarda però anche le condizioni alle quali continuare a garantire la disponibilità dei farmaci consolidati, la continuità delle forniture, l’accesso alle terapie, nonché il peso che ricadrebbe sulla famiglia. Tra i temi sollevati dai critici vi sono la tutela della produzione realizzata in Italia, tanto dalle aziende nazionali quanto dai gruppi internazionali presenti nel Paese, e la necessità di non sottrarre risorse agli investimenti nell’innovazione. Un equilibrio reso più complesso dal quadro internazionale, segnato dalle politiche statunitensi sul prezzo dei medicinali, dalle misure britanniche per rafforzare l’attrattività del mercato e l’accesso per i pazienti (seguendo l’accordo con gli Usa), dalle tensioni sulle catene di approvvigionamento e dal peso del payback sul comparto.






