A oltre un anno dall'avvio del piano di ristrutturazione promosso dal CEO Lip-Bu Tan, Intel ha annunciato una nuova tornata di licenziamenti che interesserà la divisione Data Center, uno dei comparti che negli ultimi trimestri ha mostrato i risultati più solidi dell'azienda. La decisione si inserisce nel più ampio programma di riduzione dei costi e semplificazione organizzativa che ha già portato alla soppressione di oltre 35.000 posti di lavoro dal 2024.

Non sono bastati, a quanto pare, i risultati del primo trimestre. Il rinnovato ruolo della CPU nell'ecosistema AI, dopo anni dominati da GPU e acceleratori, ha spinto la domanda di processori Xeon, portando la divisione Data Center and AI (DCAI) a registrare ricavi pari a 5,1 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 22% su base annua. E nemmeno la corsa delle azioni in questi mesi ha frenato Lip-Bu Tan, alla continua ricerca di una maggiore efficienza operativa.

In una dichiarazione di un portavoce, Intel ha spiegato le motivazioni dietro ai tagli: "Come parte della nostra più ampia strategia per diventare un'azienda più focalizzata ed efficiente, il Data Center Group sta riallineando la propria organizzazione per garantire di avere i ruoli e le competenze adeguati a posizionare il business per un successo a lungo termine. Ci impegniamo a trattare tutti i dipendenti coinvolti con rispetto e a fornire loro le risorse necessarie per affrontare questa transizione."